L’olio di cocco fa male? - FitIQ.it

L’olio di cocco fa male?

Non è difficile trovare sul web moltissime notizie sull’olio di cocco. Da un lato abbiamo esperti che lo demonizzano come terribile grasso saturo, dall’altro sostenitori secondi i quali sia un alimento miracoloso da ogni punto di vista (per il dimagrimento, per l’igiene orale, per il focus mentale ecc). Ma dove sta la verità?

 

SOMMARIO:
1. Produzione dell’olio di cocco
2. Composizione dell’olio di cocco
3. Olio di cocco e dimagrimento
4. Conclusioni

 

 

1. Produzione dell’olio di cocco

L’olio di cocco è un olio vegetale ottenuto a partire dalla polpa essiccata noce di cocco, più precisamente dall’endosperma della noce di cocco.
In commercio è possibile trovare diverse tipologie di olio di cocco in base alla sua estrazione:

  • Raffinato (RBD) – per l’estrazione vengono utilizzate temperature elevate e solventi, per ottenere la maggior quantità di olio possibile. Inoltre è sottoposto anche a processi di sbiancamento e deodorazione. Può anche subire processi di idrogenazione (non sempre, e se non è sottoposto a questo processo può ottenere la dicitura “naturale”).
  • Vergine (VCO) – definito come “l’olio risultante dalla polpa, fresca o matura, della noce di cocco (Cocos nucifera) tramite azione meccanica e mezzi naturali, con o senza l’uso di calore e a condizioni che non comportino alterazioni o trasformazioni dell’olio”.


Esiste una differenza sostanziale tra i due prodotti in termini di lavorazione e “naturalità”. In commercio, soprattutto nei paesi in cui l’olio di cocco è molto utilizzato, è molto frequente trovare quello raffinato, più comune.

 

 

2. Composizione dell’olio di cocco

 

Acqua 0,03 g
Kcal 892
Proteine 0
Carboidrati 0
Lipidi: 99,06
– Saturi 82,475
– Monoinsaturi 6,332
– Polinsaturi 1,702
– Trans 0,028
Colesterolo 0

 

La composizione dell'olio di cocco in macronutrienti è chiaramente in percentuale maggiore sui grassi, essendo un olio. La prima cosa che salta all’occhio è che l’80% circa di questa componente grassa è rappresentata da acidi grassi saturi.


Analizzando più a fondo, di questi saturi, abbiamo un 26-35% di acidi grassi saturi a catena lunga (che sembrerebbero quelli implicati nelle patologie cardiovascolari) e la restante parte a catena media (con una piccola percentuale a catena corta).


Questo tipo di composizione non varia a seconda del metodo di produzione, quello che invece può variare conseguentemente sono le vitamine e il contenuto di polifenoli, ovviamente presenti nel Vergine e non nel Raffinato.

 

 

3. Olio di cocco e dimagrimento

Analizzando la miriade di articoli nel mare del web, i presunti benefici dell’olio di cocco sul dimagrimento riguardano l’aumento del dispendio energetico e l’incremento del senso di sazietà.


L’olio di cocco è composto per la maggior parte da acidi grassi a catena media (Laurico in prevalenza) che vengono assorbiti e metabolizzati in modo diverso, cioè vengono ossidati (“bruciati”) in modo molto rapido. I molti studi effettuati in merito hanno purtroppo utilizzato protocolli molto differenti ed è bene ricordare che i lievi effetti sul dimagrimento sono stati riscontrati negli studi che utilizzavano un olio completamente fatto con acidi grassi a catena media per circa il 13% e non olio di cocco. Tra l’altro nell’olio di cocco l’acido grasso a catena media dominante è il Laurico, che nello specifico è stato paragonato a livello metabolico agli acidi grassi a catena lunga, quindi ben diverso dagli acidi grassi a catena media in generale. Non sono stati riscontrati invece effetti sull’aumento della sazietà.

 

 

4. Conclusioni

Al momento, non esistono prove soddisfacenti che correlino l’olio di cocco al dimagrimento. Negli ultimi anni, a causa del crescente interesse economico verso quest’olio, venduto nella sua forma Vergine a caro prezzo in Italia, ha subito un aumento non irrilevante, complici anche molteplici interpretazioni degli studi in merito parziali. Bisogna considerare oltretutto che l’olio di cocco resta comunque un olio ricco di acidi grassi saturi (da tenere secondo i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) al di sotto del 10%.


L’olio di cocco potrebbe in un futuro dimostrarsi utile per il trattamento di alcune patologie (è studiato anche per quanto riguarda l’Alzheimer ad esempio) e non è da escludere il suo uso in ambiti diversi (tenendo sempre conto della composizione in acidi grassi saturi). Per adesso, sostituire l’olio extravergine d’oliva con l’olio di cocco è una scelta poco saggia e precoce. Per il dimagrimento bisogna saper coniugare dieta e attività fisica, senza farsi ingannare da scorciatoie in grado di far dimagrire solo il vostro portafoglio.

 

Valeria Cangiano

 

 

Bibliografia

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FAO - Virgin Coconut Oil production manual for micro and village scale processing - Bawalan, Chapman.
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The role of dietary coconut for the prevention and treatment of Alzheimer's disease: potential mechanisms of action. - Fernando WM, Martins IJ, Goozee KG, Brennan CS, Jayasena V, Martins RN. – 2015.
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Comparison of effects of lauric acid and palmitic acid on plasma lipids and lipoproteins - Margo A Denke and Scott M Grundy - The American Journal of Clinical Nutrition – 1992.
Fatty acid chain length, postprandial satiety and food intake in lean men. - Poppitt SD, Strik CM, MacGibbon AK, McArdle BH, Budgett SC, McGill AT. – 2010.
Components of Total Energy Expenditure in Healthy Young Women Are Not Affect after 14 Days of Feeding with Medium - Versus Long-Chain Triglycerides - A.A. Papamandjaris, M.D. White, P.J.H. Jones – 1999.
Coconut oil has less satiating properties than medium chain triglyceride oil. - Kinsella R, Maher T, Clegg ME. - 2017.

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