Dieta yo-yo e dimagrimento veloce, vale la pena farlo? - FitIQ.it

Dieta yo-yo e dimagrimento veloce, vale la pena farlo?

Perdere peso è un’ottima strategia per prevenire e migliorare le patologie associate a sovrappeso e tantopiù ad obesità. Tuttavia c’è una generale tendenza a cominciare dei piani alimentari, perdere i primi chili, abbandonare il percorso e riprenderli con gli interessi. Questo “giochino” è definito effetto yo-yo, come il gioco che ruotando va in un verso e poi ripercorre al contrario lo stesso percorso. E’ possibile evitare questo problema? Ci sono delle strategie per cercare di avere una miglior aderenza al piano alimentare?

 

SOMMARIO:
1. Perdita di peso ed “effetto yo-yo”
2. Perché è così difficile mantenere la perdita di peso
3. Come riuscire a mantenere il peso perso
4. Conclusioni

 

 

1. Perdita di peso ed “effetto yo-yo”

La perdita di peso modifica il metabolismo in modo da utilizzare meno energia durante il riposo e l'esercizio fisico, ma è una questione fisiologica (chi pesa maggiormente ha un dispendio energetico maggiore). Questo meccanismo potrebbe portare al riacquisto del peso.

 

Non c'è dubbio che la perdita di qualche chilo se sei in sovrappeso o obesi sia un vantaggio per la salute. Aiuta a ridurre il rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiache e altre condizioni di malattia croniche, secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Invece il perdere e poi riprendere peso - un fenomeno chiamato "weight cycling" o "yo-yo diet" - è associato a una vita più breve.

 

Secondo alcuni studi, le fluttuazioni di peso corporeo (tipiche dell’effetto yo-yo) porterebbero ad un aumento del rischio di mortalità. In particolare, uno studio pubblicato sul The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism del Dott.Tae Jung Oh ha analizzato questa associazione. Il dottor Oh e il suo team hanno analizzato le informazioni sullo stato di salute di 3678 uomini e donne di età compresa tra 40 e 96 anni, prendendo alcuni dati provenienti da uno studio coreano sul genoma e sull'epidemiologia. I ricercatori hanno misurato il peso e l'indice di massa corporea (BMI) dei partecipanti due volte all'anno, e considerato sovrappeso come un BMI di 25, che si allinea con la definizione di sovrappeso negli Stati Uniti da parte del National Heart, Lung e Blood Institute (NHLBI).

 

I ricercatori hanno scoperto che i partecipanti il ​​cui peso cambiava maggiormente nel corso del tempo tendevano ad essere obesi e avere livelli più elevati di pressione sanguigna e di emoglobina A1C (HbA1C) al basale rispetto a quelli con un basso peso corporeo. HbA1C è un parametro per misurare le fluttuazioni della glicemia nel corso di un tempo più lungo.


Altri studi hanno scoperto che la dieta yo-yo può portare, nel corso del tempo, ad aumento di peso e di grasso corporeo, ma potrebbe non necessariamente aumentare il rischio di diabete di tipo 2.

 

 

2. Perché è così difficile mantenere la perdita di peso

Uno o due terzi dei chili persi viene spesso riguadagnato in un anno, e quasi tutto il peso perso viene recuperato entro cinque anni. Perchè questo accade? A seguito di una cospicua perdita di peso, il corpo di solito spende meno energia durante il riposo, l'esercizio fisico e le attività quotidiane. Secondo alcuni autori il peso corporeo ridotto aumenta anche la fame, creando una condizione “facile” al recupero del peso corporeo.

 

La propensione degli italiani (ma non solo) a fare affidamento su diete modaiole che portano a una rapida perdita di peso può contribuire ad un effetto yo-yo del peso persino più marcato di quello riscontrato negli studi.

 

Questa rapida perdita di peso, oltre che non essere qualitativa (nella maggior parte dei casi non è tessuto adiposo che si perde maggiormente), non permette ne all’organismo ne al “cervello” di abituarsi al cambiamento di nuove abitudini alimentari. E’ molto probabile che a seguito di una dieta molto ristretta e poco equilibrata, il ripristino delle abitudini scorrette, accompagnato ad una perdita di peso di bassa qualità, in grado di abbassare anche il metabolismo, porta inevitabilmente ad acquistare nuovamente i chili persi, e spesso anche con gli interessi.

 


3. Come riuscire a mantenere il peso perso

Innanzitutto, una perdita dal 5 al 10% del peso totale è già utile a ridurre il colesterolo, la pressione sanguigna e la glicemia. Ad esempio, una persona di 100 kg, per perdere il tra il 5% e il 10% del proprio peso, deve dimagrire dai 5 kg ai 10 kg. E’ importante evitare diete drastiche, che si abbandonano anche presto, ma farsi preparare un piano su misura che preveda una perdita di peso di massimo 1 kg a settimana (e dipende molto da quanti kg ci separano dal pesoforma).

 


4. Conclusioni

A prescindere dal fatto che lo studio del dott. Tae Jung Oh abbia i suoi limiti per stabilire un effettivo aumento della mortalità causato dalle diete yo-yo, il messaggio importante da “portare a casa” è che la dieta è uno strumento molto ultile per migliorare le condizioni di salute e prevenire le patologie croniche. Questa premessa però è valida solo e solo se la dieta è nutrizionalmente sana, è appropriata ed è finalizzata non solo ad una perdita momentanea di peso ma ad un’educazione alimentare lenta e costante che possa essere continuativa nel tempo. Altrimenti si rischia, rivolgendosi non a professionisti del settore, ma al fai da te o alle diete “modaiole” di farsi più male che bene.

 

Valeria Cangiano

 


Bibliografia

Body-Weight Fluctuation and Incident Diabetes Mellitus, Cardiovascular Disease, and Mortality: A 16-Year Prospective Cohort Study. Tae Jung Oh Jae Hoon Moon Sung Hee Choi Soo Lim Kyong Soo Park Nam H Cho Hak Chul Jang. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Volume 104, Issue 3, 1 March 2019.
N Engl J Med. 2017 Jul 6;377(1):94. Body-Weight Fluctuations and Outcomes in Coronary Disease. Mihas C, Kantzanou M.
Int J Obes (Lond). 2006 Mar;30(3):391-9. The definition of weight maintenance. Stevens J, Truesdale KP, McClain JE, Cai J.
Obes Res. 1993 Sep;1(5):392-402. Weight cycling: a review of the animal literature. Reed GW1, Hill JO.
Obes Rev. 2014 Nov;15(11):870-81. Impact of weight cycling on risk of morbidity and mortality. Mehta T, Smith DL Jr, Muhammad J, Casazza K.
everydayhealth.com, 2018.

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